Sfratto gratuito patrocinio

Sfratto gratuito patrocinio

L’incombere di una crisi economica sempre più pressante ha fatto sì che si siano moltiplicati i casi in cui l’inquilino non è in grado di pagare un canone mensile di affitto.

Ciò, ha provocato un aumento vertiginoso degli sfratti per morosità.

In questi casi, è possibile usufruire della professionalità di un avvocato a titolo gratuito? In poche parole, il gratuito patrocinio più essere richiesto anche le procedure di sfratto per morosità? Vediamo nel dettaglio questa particolare fattispecie.

Sfratto gratuito patrocinio: come funziona?

Il DPR del 30 maggio 2002 ha introdotto il patrocinio gratuito, ovvero un’agevolazione che è suscettibile di applicazione in determinati processi come quello civile, penale, amministrativo, contabile, etc.

Pertanto, con il patrocinio gratuito, ogni cittadino o quasi potrà avvalersi delle prestazioni professionali di un avvocato senza pagare alcuna spesa.

Salvo quelle alla controparte in caso di “sconfitta”.

Possono usufruire di questa agevolazione i cittadini italiani, gli stranieri che soggiornano in maniera regolare e gli enti e le associazioni senza scopo di lucro.

Non tutti i cittadini possono accedere a questa agevolazione. Infatti, ci sono degli elementi da considerare quando si tratta di patrocinio gratuito.

Possono accedere al gratuito patrocinio tutti coloro i quali hanno un reddito non superiore a 11.493,82 euro.

In definitiva, quindi, possiamo affermare che anche per effettuare uno sfratto per morosità è possibile accedere alla agevolazione del patrocinio gratuito considerando i dovuti limiti di reddito e alcuni passaggi obbligatori.

Infatti, è necessario presentare la richiesta alla segreteria del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del luogo dove il giudice competente della causa ha sede.

Il gratuito patrocinio può essere adoperato anche per procedere al recupero dei canoni di locazione non pagati.

 

Sfratto da un garage senza contratto

Sfratto da un garage senza contratto

Molti clienti ci pongono la seguente domanda: è possibile un sfratto da un garage affittato senza contratto?

Proviamo a fornire una risposta a questo quesito.

Lo sfratto da un garage senza contratto è impossibile in quanto la procedura di sfratto può essere adoperata solo quando vi sia un valido contratto di locazione.

In assenza di contratto di locazione registrato non è mai possibile avviare una procedura di sfratto per morosità.

La circostanza che ad essere concesso in locazione sia un garage non influisce in nessun caso sulla regola che precede.

Cosa fare?

Nel caso in cui si sia commessa l’ingenuità di concedere in locazione un box senza registrare il contratto rientrare in possesso del box sarà molto complesso.

Non potendo adoperare la procedura di sfratto per morosità il proprietario sarà costretto ad instaurare un giudizio ordinario.

Tale obbligo comporta per il proprietario una notevole allungamento dei tempi e dispendio di risorse per ottenere la liberazione dell’immobile.

Autotutela

Soluzione da non adottare mai è la giustizia fai da te.

Estromettere l’inquilino dalla detenzione del box infatti integra una fattispecie di reato.

Il proprietario che si fa giustizia da solo pertanto è esposto a pesanti conseguenze sia in sede civile che penale.

Inoltre l’inquilino cacciato dall’immobile potrà agire in via possessoria per essere nuovamente immesso nella detenzione del bene.

Soluzione transattiva

Alla luce di quanto precede la soluzione migliore per il proprietario sarebbe quella di tentare un accordo transattivo con l’inquilino moroso.

Particolarmente vantaggioso sarebbe un accordo che preveda la rinuncia ai canoni non pagati in cambio dell’immediata riconsegna del box.

Sfratto esecutivo quanto tempo ho

Sfratto esecutivo quanto tempo ho?

Sfratto esecutivo quanto tempo ho? Questa è la domanda più frequente tra gli inquilini che ricevono la notifica di un’intimazione di sfratto per morosità.

Proviamo a fornire una risposta esaustiva a questo interrogativo.

Dal momento della notifica dell’intimazione

Al momento della notifica dell’intimazione di sfratto per morosità l’inquilino ha molte opzioni per evitare o ritardare il momento di rilascio dell’immobile.

In primo luogo l’inquilino può saldare il proprio debito prima dell’udienza di sfratto facendo decadere in questo modo l’intera procedura.

Qualora l’inquilino non possa o non voglia pagare e vi siano valide ragioni, l’intimato potrà proporre opposizione allo sfratto.

In caso non ci siamo motivazioni per proporre opposizione, nel caso il contratto sia di tipo abitativo l’inquilino potrà ricedere il termine di grazia.

Dal momento della notifica dell’ordinanza 

Nel caso in cui venga notificata l’ordinanza di sfratto la situazione è sicuramente più critica per l’inquilino.

La notifica dell’ordinanza presuppone che lo sfratto sia già stato convalidato.

Prima rilevante corollario dell’avvenuta convalida dello sfratto è che il contratto di locazione è già stato risolto.

Da ciò discende che anche pagando l’importo della morosità l’inquilino non potrà comunque evitare il rilascio dell’immobile.

In ogni caso la domanda Sfratto esecutivo quanto tempo ho? non piò trovare una risposta univoca.

Le tempistiche di rilascio infatti dipendono da numerose varianti.

In ogni caso si può affermare che di media, dopo la convalida dello sfratto, all’inquilino restano normalmente 2-4 mesi di permanenza all’interno dell’immobile.

Come uscirne

La strategia migliore che può seguire l’inquilino sotto convalida di sfratto è negoziare  il rilascio dell’immobile con il proprietario.

La negoziazione ha molteplice effetti benefici.

Prima di tutto l’inquilino può negoziare con il proprietario il rilascio dell’immobile dietro azzeramento del debito esistente.

In questo modo l’inquilino moroso potrà evitare di subire azioni legali dirette al recupero dei canoni non pagati.

In secondo luogo evita l’umiliazione di essere cacciati dall’immobile dalla forza pubblica.

Il Giudice competente per lo sfratto

Il Giudice competente per lo sfratto

Come individuare il Giudice competente per decidere su una procedura di sfratto di sfratto per morosità?

Proviamo a rispondere a questa domanda complessa.

Quando si parla di competenza si parala di quell’insieme di norme che consentono di individuare il Giudice competente a decidere una determinata controversia.

La competenza deve essere individuata con riferimento al territorio e alla materia.

La competenza per territorio

Quando si parla di competenza per territorio si tratta di individuare quale Tribunale presente sul territorio dello stato è competente a giudicare una determinata controversia.

In materia di sfratto per morosità la competenza è attribuita al Giudice del luogo in cui si trova l’immobile.

In questo caso la competenza è inderogabile, il che vuol dire che le parti d’accordo tra di loro non possono modificare la competenza territoriale.

Facendo un esempio pratica, il conduttore e il locatore di un immobile sito a Roma non possono inserire nel contratto una clausola a norma della quale le controversie inerenti quel contratto saranno decise dal Tribunale di Milano.

La competenza per valore-materia

In materia di locazione il nostro ordinamento prevede una competenza esclusiva in capo al Tribunale.

Tale competenza è attribuita indipendentemente dal valore della controversia.

Anche nel caso in cui si dovesse intimare uno sfratto per morosità per mille euro la competenza non sarà del Giudice di Pace, ma del Tribunale.

Questo regime normativo deriva dalla legge che ha abolito le preture e ha devoluto le relative competenze in blocco ai Tribunali.

Inoltre si ricordi che in caso di opposizione allo sfratto oppure ad un decreto ingiuntivo per canoni non pagati è necessario adoperare il rito lavoro, rito che è possibile adoperare sono presso il Tribunale e non presso il Giudice di Pace.

Per il recupero del credito?

In materia di locazione è molto semplice individuare il Giudice competente, di norma, il Giudice competente per lo sfratto è il medesimo competente per il recupero dei canoni non pagati.

Quando si deve richiedere un decreto ingiuntivo per recupero di canoni di locazione non pagata è necessario presentare il ricorso in Tribunale, indipendentemente dal valore dei canoni da richiedere.

In nessun caso un procedura relativa ad un contratto di locazione può essere devoluta alla competenza del Giudice di Pace.

Recupero crediti dagli inquilini morosi

Recupero crediti dagli inquilini morosi

A causa della crisi economica generata dalla pandemia in corso sono sempre più numerosi gli inquilini che non riescono a pagare l’affitto.

Come procedere al recupero crediti dagli inquilini morosi?

I crediti derivanti dal mancato pagamento dei canoni di locazione sono tra i più difficili da recuperare al momento del loro insorgere.

La situazione cambia radicalmente trascorso un lasso di tempo più o meno lungo.

Capita di frequente che il soggetto moroso rimetta in sesto le proprie finanza (magari trovando un posto di lavoro) e ritorni ad essere capiente e solvibile.

Avviando la procedura di sfratto per morosità il proprietario ha la possibilità di conseguire il doppio risultato positivo di liberare l’immobile e recuperare i canoni di locazione non pagati.

Come si propone?

La procedura di sfratto si avvia con la notifica di atto di intimazione di sfratto per morosità.

Il Tribunale competente è quello del luogo in cui è situato l’immobile.

Elemento fondamentale dell’intimazione di sfratto è l’indicazione della data in cui si terrà l’udienza per la convalida dello sfratto.

Tra la data della notifica dell’atto di citazione e quella dell’udienza di convalida dello sfratto devono trascorrere almeno 20 giorni.

Il calcolo del termine di 20 giorni prende avvio dalla data in cui l’inquilino riceve effettivamente la notifica dell’atto di citazione.

Recupero crediti dagli inquilini morosi

Nell’udienza di convalida dello sfratto il Giudice, qualora il creditore lo richieda, può emettere un decreto ingiuntivo esecutivo.

L’inquilino moroso può paralizzare tale richiesta proponendo opposizione allo sfratto.

Nel caso in cui l’inquilino moroso proponga opposizione prende avvio un giudizio di cognizione all’esito del quale il giudice accerterà la sussistenza o meno della morosità.

Grazie al decreto ingiuntivo esecutivo il proprietario può procedere al recupero crediti dagli inquilini morosi.

Il recupero del credito si effettua sottoponendo a pignoramento i beni mobili o immobili del debitore oppure il quinto del suo stipendio.

Effettuato il pignoramento il dovrà avviare una nuova procedura giudiziaria per richiedere ad un giudice la vendita dei beni che ha pignorato oppure per ottenere l’assegnazione delle somme che è riuscito a pignorare.

Sfratto persone con handicap

Sfratto persone con handicap

Quando è possibile lo sfratto nei confronti di un soggetto affetto da disabilità?

Leggendo questo articolo scoprirai in quali casi è possibile sfrattare un soggetto affetto da disabilità e quali sono le deroghe previste dalla normativa vigente

La procedura

Un inquilino può opporsi alla convalida dello sfratto per morosità richiedendo una proroga in casi di particolari.

Tra queste causalità c’è anche la fattispecie che ingloba la presenza di persone con handicap.

Pertanto, sebbene la procedura di sfratto non possa essere evitata, l’inquilino affetto da disabilità può richiedere e ottenere una sospensione dello sfratto per morosità per un determinato lasso di tempo.

Lo sfratto può essere ordinato nella misura in cui la persona con handicap abbia trovato una sistemazione alternativa e idonea al suo stile di vita.

Un’altra deroga che il legislatore ha voluto è quella relativa agli inquilini affetti da un handicap grave.

Per questa categoria di persone lo sfratto non può essere eseguito qualora generi un aggravamento della patologia da cui l’inquilino moroso è affetto.

Deve tuttavia segnalarsi la mancanza di una disciplina organica che si applichi alle casistiche delle persone disabili in caso di sfratto.

Infatti, il portatore di handicap può avvalersi di una misura che ha come beneficiari i soggetti le persone con un reddito annuo lordo inferiore a 27 mila euro e presenta disabilità, oppure abbia nel nucleo familiare soggetti con un’età superiore a 65 anni o malati terminali.

In questi casi, lo sfratto può essere sospeso per un periodo di tempo non superiore a 18 mesi.

Come anticipato, un particolare diritto delle persone portatrici di handicap è quello di trovare una sistemazione idonea prima di dover subire lo sfratto.

Pertanto, è necessario che l’appartamento presso cui devono trasferirsi sia dotato di caratteristiche coerente la disabilità del soggetto da sfrattare.

Nessuna sospensione subisce invece la procedura di recupero crediti che non conosce alcuna sospensione.

Verbale di rilascio immobile

Verbale di rilascio immobile

Per verbale di rilascio immobile si intende un documento che deve essere redatto e compilato al momento di restituzione dell’immobile concesso in locazione.

La sua ratio risiede nell’intenzione delle due parti di accordarsi su vari elementi, tra cui lo stato dell’immobile al momento della restituzione al proprietario, la presenza di mobili riconducibili al conduttore e lo stato dei consumi.

Vediamo nel dettaglio cosa è il verbale di rilascio e quale è la sua funzione all’interno del rapporto di locazione.

Quando redigerlo?

Come anticipato, il verbale di rilascio è redatto al termine del periodo di locazione per valutare la presenza di eventuali danni all’interno dell’immobile in affitto.

Pertanto, si confrontano il verbale al momento della stipula e quello al termine del contratto per valutare la presenza di incongruenze.

Qualora il proprietario di casa dovesse scoprire dei danni, potrà trattenere (in tutto o in parte) la somma del deposito cauzionale.

Il contenuto del verbale riguarda lo stato dei pavimenti, delle pareti, infissi e degli elettrodomestici.

Valutati tutti questi elementi, il proprietario di casa potrà constatare la presenza di danni che esulano dalla normale usura dettata dal tempo.

Molto spesso è necessario redigere un verbale anche quando il rapporto di locazione si conclude a seguito di uno sfratto per morosità.

Molto spesso infatti l’inquilino, a seguito dell’ordinanza di sfratto per morosità decide di lasciare l’immobile spontaneamente.

Infatti, in questa fattispecie, tutto l’iter deve essere accompagnato dal verbale di rilascio immobile.

All’interno del verbale saranno indicate le condizioni dell’immobile al momento del rilascio e i mobili che il vecchio locatario non è riuscito a portare via.

Nel caso invece l’immobile venga rilasciato a seguito dell’intervento dell’ufficiale giudiziario sarà quest’ultimo a redigere un verbale in cui viene descritto lo stato dell’immobile al momento del rilascio.

Come redigerlo?

Per redigere un verbale impeccabile è necessario seguire queste semplici regole.

Compila il verbale direttamente sul luogo di interesse e dividilo in capitoli specifici per ogni stanza della casa.

Prima di tutto è necessaria un’accurata descrizione dello stato dei luoghi al momento del rilascio dell’immobile.

 

Quando è possibile uno sfratto

Quando è possibile uno sfratto

Quando è possibile uno sfratto? Quando si parla di sfratto si intende la procedura che permette al proprietario di rientrare in possesso di un immobile di sua proprietà concesso il locazione.

Vediamo più nel dettaglio quando è possibile adoperare tale procedura.

Le tipologie

Ci sono diversi casi in cui lo sfratto può essere richiesto. Nel primo, avviene nel momento in cui il contratto di locazione è terminato.

In questo caso il proprietario non può richiedere la liberazione dell’immobile prima della scadenza del contratto di locazione.

La procedura con cui richiedere la liberazione dell’immobile muta a seconda che venga richiesta alla prima scadenza del contratto oppure successivamente al primo rinnovo del contratto.

Il secondo caso in cui può verificarsi lo sfratto è la morosità dell’inquilino.

La morosità consiste nel mancato pagamento del canone di locazione da parte dell’inquilino.

Il mancato pagamento degli oneri condominiali da parte del conduttore, se previsti nel contratto di locazione, costituisce una causa di risoluzione del contratto di locazione.

In questa situazione, il locatario è inadempiente nei confronti dell’obbligo di pagare il canone mensile per almeno due mensilità.

Pertanto, il proprietario di casa potrà utilizzare lo strumento dello sfratto per morosità e del contestuale decreto ingiuntivo.

Il funzionamento dello sfratto per morosità è molto semplice.

La prima procedura riguarda l’intimazione al locatario di abbandonare l’immobile con citazione davanti al giudice del luogo.

Successivamente, il giudice dovrà verificare che ci siano tutti i presupposti per uno sfratto regolare e scegliere la data entro la quale l’appartamento dovrà essere restituito al legittimo proprietario.

Per tutelare la controparte che subisce lo sfratto, il giudice può concedere all’inquilino un periodo di tempo per avere il tempo materiale per tentare di sanare la morosità maturata.

L’inquilino ha sempre il diritto di proporre opposizione alla procedura.

Sfratto per morosità a Milano

Sfratto per morosità a Milano

La Lombardia è la regione italiana che ogni anno registra il maggior numero di procedure di sfratto, causa di questo triste primato sono gli affitti alti e dell’impossibilità degli inquilini di sostenere la relativa spesa.

Nel 2019 in Lombardia vi sono state 7427 procedure di sfratto in diminuzione rispetto alle 9872 registrate nel 2018.

Nella sola Milano in media vengono effettuate circa 3000 procedure di sfratto per morosità ogni anno.

Fa riflettere la presenza di questi numeri impressionati nonostante Milano possa contare su un programma di edilizia abitativa tra i più efficienti d’Italia.

Lo sfratto per morosità è un istituto giuridico complesso, ma se spiegato bene può essere facilmente compreso.

Vediamo nel dettaglio alcuni elementi fondamentali dello sfratto, come avviene l’iter che completa questo istituto giuridico e quali sono i soggetti coinvolti nel processo.

Elementi fondamentali

Come sfratto si intende il momento in cui l’inquilino, per ragioni diverse, è tenuto a restituire il possesso dell’immobile al legittimo proprietario.

Le motivazioni che danno avvio ad una procedura sfratto possono sono diverse.

Ad esempio, lo sfratto può sussistere nella misura in cui il contratto di locazione non è più rinnovato.

Un altra motivazione in cui lo sfratto avviene è quando l’inquilino è moroso e non riesce a sostenere le spese per il canone mensile.

In questo caso, oltre alla liberazione dell’immobile il proprietario ha la necessità di procedere anche al recupero dei canoni non pagati.

Da quali passaggi è composto l’iter dello sfratto? La prima fase generalmente si svolge in via stragiudiziale, in questa fase le parti provano a trovare un accordo senza coinvolgere l’autorità giudiziaria.

Qualora non si riuscisse a definire in via stragiudiziale, sarà necessario rivolgersi ad un legale.

In particolare, il ruolo del giudice è di fondamentale importanza perché valuta la regolarità dello sfratto e indica un termine entro il quale l’inquilino deve liberare l’appartamento.

La procedura di sfratto, pertanto, passa attraverso queste fasi fondamentali e può avere una durata molto lunga.

Un aspetto importante della procedura di sfratto è che non è soggetto alla sospensione feriale dei termini che avviene nel mese di agosto.

Ciò consentirà alle parti di trovare una soluzione più celere e terminare il procedimento di sfratto nel minor tempo possibile.

 

 

Opposizione allo sfratto

Opposizione allo sfratto

Il mancato pagamento delle mensilità di affitto può portare alla richiesta di sfratto per morosità da parte del proprietario di casa.

Ma è possibile opporsi allo sfratto per morosità? Ci sono tanti modi per farlo e tutti parimenti efficaci.

Come leggerai, l’inquilino potrà contestare le somme richieste da parte del proprietario di casa, dimostrare di avere un credito nei confronti del dominus oppure provare che la morosità non sussiste più.

Vediamo nel dettaglio quali sono le tipologie di opposizione allo sfratto che può applicare l’inquilino moroso o presunto tale.

Sfratto opposizione: come fare?

L’opposizione può avvenire il giorno stesso dell’udienza fissata per la convalida dello sfratto.

L’opposizione può essere presentata dall’inquilino (anche in maniera anche verbale) oppure dal un avvocato munito di procura.

Motivazione dell’opposizione

Le ragioni che si celano dietro alla possibilità di presenta opposizione di sfratto sono le più disparate.

Ad esempio, l’inquilino potrebbe provare che non vi è la morosità o che è stata sanata. In questo caso, l’inquilino dovrà provare che i pagamenti sono stati effettuati per gli importi corretti.

In secondo luogo, è possibile che l’affittuario dimostri che è creditore nei confronti del proprietario di casa.

Pertanto, sarà disponibile la cosiddetta compensazione dei debiti tra i due soggetti.

Infine, sarà possibile contestare l’ammontare delle somme richieste dal proprietario all’inquilino.

Termine di grazia

Secondo la giurisprudenza la richiesta del termine di grazia è inconciliabile con la proposizione di un opposizione all’intimazione di sfratto per morosità.

Pertanto l’inquilino dovrà decidere se presentare opposizione oppure richiedere il termine di grazia.

Effetti dell’opposizione allo sfratto

La proposizione dell’opposizione provoca la conversione della procedura in un giudizio di cognizione.

La conversione della procedura ha in primo luogo l’effetto di bloccare la procedura di recupero dei canoni non pagati.

Dopo la prima udienza, sarà onere dell’inquilino convocare l’intimante davanti ad un organismo di mediazione.

La mediazione obbligatoria è un istituto che consente di conciliare le parti. Qualora ciò non dovesse avvenire, l’opposizione decade.

Nel caso in cui la mediazione dovesse aver luogo, all’incontro dovrà presentarsi l’inquilino assistito da un avvocato.