sfratto per finita locazione

Sfratto per finita locazione requisiti e tempi

La procedura di sfratto per finita locazione si effettua quando alla scadenza di un contratto di locazione il proprietario non intenda proseguire nel rapporto di locazione e l’inquilino non intende lasciare l’immobile.

Tale caratteristica differenzia lo sfratto per finita locazione dallo sfratto per morosità in quanto in questo secondo caso vi è un problema di canoni insoluti e quindi di recupero crediti.

Entrambe le procedure di sfratto hanno in comune l’atto che le introduce e la procedura con il quale si richiedono.

Il primo requisito per avviare una procedura di sfratto per finita locazione è la presenza di un contratto di locazione stipulato in forma scritta regolarmente registrato.

Il Tribunale competente è quello del luogo in cui è situato l’immobile e non sono ammesse clausole contrattuali che deroghino la competenza territoriale.

Anche in questo caso la procedura si avvia con atto di citazione, tra la data della notifica e quella dell’udienza devono trascorrere almeno venti giorni liberi.

Nell’atto di citazione deve essere indicato l’avvertimento al conduttore che in caso di mancata opposizione il Giudice provvederà a convalidare lo sfratto.

Dopo la notifica dell’atto di citazione l’intimante deve iscrivere a ruolo la procedura presso il Tribunale che provvede a fissare l’udienza di convalida dello sfratto.

Nel caso della locazione commerciale il proprietario che intima all’inquilino lo sfratto sarà tenuto a riconoscere all’inquilino un’indennità per la perdita dell’avviamento commerciale pari a 18 mensilità che diventano 21 nel caso di attività alberghiere.

Nel corso di una procedura di sfratto per finita locazione l’inquilino non può richiedere il termine di grazia.

Ottenuta la convalida dello sfratto il proprietario se l’inquilino non rilascerà spontaneamente l’immobile dovrà procedere ad esecuzione forzata richiedendo l’ausilio dell’ufficiale giudiziario.

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