Notifica in proprio dello sfratto

Notifica in proprio dello sfratto

Lo sfratto per morosità è un istituto giuridico complesso e pieno di elementi che potrebbe essere di difficile comprensione.

Questo perché lo sfratto contempla anche la conoscenza di altri istituti giuridici e dell’ordinamento giuridico nel suo complesso.

Pertanto, è semplice essere in situazioni in cui questo o quell’elemento si intrecciano creando non poche difficoltà.

È il caso della notifica in proprio dello sfratto.

Cosa è la notifica in proprio? Quali sono gli atti che possono essere notificati? Vediamo brevemente una guida esaustiva.

Quali atti possono essere notificati?

Secondo quanto affermato dalla legge 53 del 1994, gli atti che possono essere notificati sono quelli che rientrano nella materia civile e amministrativa e gli atti stragiudiziali.

Pertanto, rientrano tutti gli atti processuali, gli atti amministrativi di diffida, di messa in mora.

Tuttavia, il potere dell’avvocato non può superare alcuni limiti.

Ad esempio, l’avvocato non potrà notificare gli atti che sono di competenza esclusiva degli ufficiali giudiziari.

Per un avvocato è pertanto possibile procedere alla notifica in proprio dello sfratto.

L’avvocato può procedere in proprio anche alla notifica di tutti gli atti necessari al recupero dei canoni non pagati.

Adesso che hai capito quali sono gli atti che possono essere notificati o meno da parte dell’avvocato, è importante capire qual la figura professionale che è autorizzata a notificare in proprio.

Innanzitutto, l’autorizzazione deve essere richiesta e rilasciata dal consiglio dell’ordine competente ed è personale.

Inoltre, è la stessa legge a definire il perimetro all’interno del qualche può essere concessa.

Infatti, l’avvocato non deve avere provvedimenti disciplinari attivi in corso e non avere, altresì, sanzioni disciplinari che contemplino la sospensione dell’esercizio professionale oppure altre gravi sanzioni.

Comments are closed.