Cessione dei crediti da locazione

Cessione dei crediti da locazione

Il proprietario di un immobile che non ha ricevuto il pagamento dei canoni può procedere alla cessione dei crediti da locazione.

Questa può essere una soluzione pratica ed efficace per il proprietario di un immobile per procedere al recupero dei canoni non pagati senza affrontare il relativi costi.

Per procedere alla cessione dei crediti non è necessario che il proprietario dell’immobile abbia intrapreso una procedura di sfratto per morosità.

Il titolare del credito difatti può stipulare il contratto di cessione sulla base del semplice maturare della morosità.

A chi si può vendere?

Il proprietario dell’immobile può cedere il proprio credito a qualunque soggetto disponibile ad acquistarlo.

L’ordinamento infatti non impone particolari requisiti soggettivi ai soggetti che intendono acquistare in maniera non professionale e continuativa.

Normalmente tuttavia, i soggetti che acquistano i crediti in questione sono soggetti professionisti del settore del recupero crediti.

I soggetti che possono acquistare professionalmente i crediti sono le società di recupero crediti e gli intermediari autorizzati dalla Banca d’Italia.

Il contratto di cessione

Il contratto di cessione del credito è un normale contratto di compravendita.

Unica peculiarità dell’operazione economica in questione è la necessità di informare il debitore ceduto.

L’informazione può avvenire a mezzo raccomandata e non è necessario effettuare necessariamente una notifica.

La mancata informazione del debitore ceduto tuttavia non influisce sulla validità del contratto di cessione del credito.

Effetto della mancata informazione fornita al debitore ceduto è che se quest’ultimo paga il creditore originario l’obbligazione è estinta.

Prezzo della cessione

Normalmente un credito viene ceduto ad un importo più basso del suo valore nominale.

Notifica a mezzo pec dello sfratto

Notifica a mezzo pec dello sfratto

Hai ricevuto una notifica di sfratto per morosità a mezzo PEC e ti stai chiedendo se è effettivamente valida?

Sei in dubbio se puoi inviare o meno una notifica di sfratto attraverso la PEC?

La discussione o meno sull’ammissibilità di questa pratica si è risolta affermando che la notifica di sfratto via PEC ha la stessa valenza di quella effettuata a mezzo ufficiale giudiziario.

A tal fine è opportuno precisare che la notifica a mezzo pec è una particolare modalittà per effettuare la notifica in proprio.

Ovviamente, la notifica a mezzo pec dello sfratto per morosità può essere effettuata sono nei confronti di soggetti dotati di un indirizzo di posta elettronica certificata.

Questo genere di notifica può essere senz’altro effettuata nei confronti delle società, delle ditte individuali e dei professionisti.

Appurato ciò, quali sono i vantaggi a cui si va incontro quando si notifica uno sfratto via PEC.

Vediamoli brevemente.

Notifica sfratto PEC: quali sono i vantaggi?

Se si può notificare lo sfratto attraverso la Posta Elettronica Certificata, è anche lecito chiedersi quali sono i vantaggi di sfruttare questo meccanismo. Innanzitutto, uno dei primi benefici a cui si va incontro è quello in termini di tempo.

Infatti, attraverso la notifica via PEC l’udienza potrà essere fissata in soli 20 giorni e non nei 45 giorni canonici.

Inoltre, un altro vantaggio è che non ci saranno scusanti oppure casistiche di irreperibilità, di ritardi oppure di errori.

Il più grande vantaggio di intimare uno sfratto tramite PEC è, però, il seguente.

Gli indirizzi e-mail di Posta Elettronica Certificata  spesso non vengono considerati e aperti per giorni.

Come si tramuta ciò in un vantaggio?

l destinatario potrebbe non visualizzare il messaggio oppure visualizzarlo molti giorni dopo la ricezione.

La mancata o ritardata presa visione dell’atto di intimazione fa sì che l’inquilino riduce in maniera drastica il rischio di opposizione allo sfratto da parte dell’inquilino moroso.

Tutti questi vantaggi ci fanno capire quanto sia importante notificare lo sfratto via PEC e, dall’altro lato, quanto è fondamentale tenere sotto controllo la nostra Posta Elettronica Certificata.

 

Notifica in proprio dello sfratto

Notifica in proprio dello sfratto

Lo sfratto per morosità è un istituto giuridico complesso e pieno di elementi che potrebbe essere di difficile comprensione.

Questo perché lo sfratto contempla anche la conoscenza di altri istituti giuridici e dell’ordinamento giuridico nel suo complesso.

Pertanto, è semplice essere in situazioni in cui questo o quell’elemento si intrecciano creando non poche difficoltà.

È il caso della notifica in proprio dello sfratto.

Cosa è la notifica in proprio? Quali sono gli atti che possono essere notificati? Vediamo brevemente una guida esaustiva.

Quali atti possono essere notificati?

Secondo quanto affermato dalla legge 53 del 1994, gli atti che possono essere notificati sono quelli che rientrano nella materia civile e amministrativa e gli atti stragiudiziali.

Pertanto, rientrano tutti gli atti processuali, gli atti amministrativi di diffida, di messa in mora.

Tuttavia, il potere dell’avvocato non può superare alcuni limiti.

Ad esempio, l’avvocato non potrà notificare gli atti che sono di competenza esclusiva degli ufficiali giudiziari.

Per un avvocato è pertanto possibile procedere alla notifica in proprio dello sfratto.

L’avvocato può procedere in proprio anche alla notifica di tutti gli atti necessari al recupero dei canoni non pagati.

Adesso che hai capito quali sono gli atti che possono essere notificati o meno da parte dell’avvocato, è importante capire qual la figura professionale che è autorizzata a notificare in proprio.

Innanzitutto, l’autorizzazione deve essere richiesta e rilasciata dal consiglio dell’ordine competente ed è personale.

Inoltre, è la stessa legge a definire il perimetro all’interno del qualche può essere concessa.

Infatti, l’avvocato non deve avere provvedimenti disciplinari attivi in corso e non avere, altresì, sanzioni disciplinari che contemplino la sospensione dell’esercizio professionale oppure altre gravi sanzioni.

morosità incolpevole

Morosità incolpevole

Quando si attiva la morosità incolpevole?

La morosità incolpevole è un istituto giuridico recentemente introdotto dall’articolo 6, comma 5 del decreto legge 102 del 2013.

Questa legge ha introdotto un fondo per erogare contributi a favore di coloro che stanno subendo incolpevolmente una procedura di sfratto per morosità.

Come funziona realmente questo fondo? Scoprilo nelle prossime righe.

Cosa è la morosità incolpevole?

L’articolo 1 del decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti offre una definizione puntuale di morosità incolpevole: situazione di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo a ragione della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare.

Andando ad analizzare questa definizione, possiamo trovare alcuni elementi che determinano la fattispecie di morosità incolpevole.

In particolare, parliamo di perdita del posto di lavoro per licenziamento, per accordi aziendali, cassa integrazione, mancato rinnovo del contratto, cessazione di attività come livero professionista, malattie gravi e altre fattispecie affini.

Tali circostanza devono essere la causa che ha generato la difficoltà economica che ha causato la morosità.

Accedere al fondo consente all’inquilino moroso e incolpevole di ottenere un contributo da parte dello Stato fino ad un massimo di 8.000 €.

L’accesso al contributo è condizionato alla notifica di un’intimazione di sfratto da parte del proprietario dell’immobile.

Quali sono i soggetti che possono beneficiare di questo fondo?

Secondo quanto disposto dall’articolo 3, hanno accesso al fondo coloro i quali sono titolari di un contratto di locazione, sono cittadini italiani ed europei (o hanno regolare permesso di soggiorno), che risiedono nell’appartamento da almeno un anno e che rispettano i seguenti parametri ISE/ISEE: rispettivamente 35000 euro e 26000.

L’accesso al fondo di garanzia blocca qualunque procedura di recupero dei canoni non pagati nei confronti dell’inquilino moroso.