sfratto inquilino

Sfratto inquilino

Hai cercato “sfratto inquilino” su Google? In periodi di incertezza economica e crisi, un numero sempre maggiore di persone si sono senza una occupazione e nell’incapacità di pagare il canone mensile di locazione.

Tale diffuso disagio sociale non può tuttavia ricadere sui proprietari di immobili i quali devono essere tutelati dallo Stato.

Ecco perché ci sono una serie di elementi da considerare in caso di sfratto di inquilino.

Come ci si deve comportare? Da dove iniziare? Vediamo brevemente alcuni passaggi fondamentali.

Sfratto inquilino: si può davvero fare?

La risposta è sì.

Tuttavia, è importante fare distinzione tra diverse casistiche, soprattutto se c’è la presenza di minori e anziani. Insomma, persone che da sole difficilmente potrebbero tutelarsi.

In ogni caso, l’iter standard da seguire in caso di sfratto per morosità di un inquilino prevede il tribunale, che si occuperà di intimare all’inquilino di lasciare l’immobile attraverso l’emanazione di una sentenza.

Se quest’ultima non dovesse essere rispettata da parte dell’inquilino, ci sarebbero tutti gli elementi per procedere ad una esecuzione forzata.

La sentenza di sfratto deve essere notificata da parte del proprietario all’inquilino dell’immobile, consentendo a quest’ultimo di avere un tempo utile di 10 giorni per organizzarsi, trovare un’altra sistemazione e lasciare l’immobile.

Come anticipato, ci sono delle dovute eccezioni: ad esempio, in caso di presenza di minori, anziani o persone con disabilità.

In questi casi particolari, la legge stabilisce che gli inquilini morosi e sotto sfratto abbiano fino a 12 mesi di tempo per lasciare l’immobile e trovare una sistemazione alternativa.

Qual è la ratio dietro questo intervento legislativo? Le persone maggiormente suscettibili di tutela, specialmente i bambini, non possono e non devono essere colpevoli delle mancanze dei genitori.

In questo caso, sebbene lo sfratto risulti essere un processo piuttosto celere, i tempi potrebbero dilatarsi non poco.

Sfratto di una famiglia con bambini

Sfratto di una famiglia con bambini

Il rischio maggiore che si affronta nel momento in cui si vuole affittare un immobile a terzi è la probabilità che l’inquilino smetta di pagare il canone.

Ovviamente, il proprietario dell’immobile ha tutti gli strumenti a sua disposizione per far valere i diritti e liberare l’immobile oppure recuperare i pagamenti mensili che non ha ottenuto.

Ma ciò può essere fatto anche in presenza di una famiglia con bambini?

Vediamo quali sono le operazioni da porre in essere in caso di sfratto per morosità di famiglia con bambini.

Sfratto famiglia con bambini: come fare?

La prima azione da effettuare è richiedere un’ordinanza di sfratto per morosità da parte del tribunale che intima all’inquilino di lasciare l’immobile.

Qualora l’ordinanza non venga rispettata l’ufficiale giudiziario potrebbe richiedere l’intervento delle forze dell’ordine.

Tuttavia, il nostro ordinamento giuridico ha l’obiettivo di tutelare le fasce di popolazione più deboli come anziani e minori in quanto, specialmente questi ultimi, non risultano responsabili dell’eventuale cattiva condotta dei genitori.

In ogni caso, dopo l’emissione dell’ordinanza di sfratto per morosità, quest’ultima deve essere notificata all’inquilino dandogli 10 giorni per liberare l’immobile.

Tuttavia, in presenza di minori questo procedimento potrebbe richiedere più tempo.

Infatti, l’ufficiale giudiziario potrebbe rimandare al tribunale la decisione finale dello sfratto facendo riferimento alla legge 92 del 1978.

Pertanto, in questa situazione, la famiglia del minore avrebbe fino a 12 mesi di tempo per lasciare vuoto l’immobile.

Come avrai potuto capire, le tempistiche possono davvero dilatarsi.

E’ da sottolineare il fatto che potrebbero intervenire i servizi sociali pagando l’affitto per dare al minore la tutela necessaria.