Precetto per rilascio

Precetto per rilascio

Atto di precetto: a cosa serve?

L’atto di precetto per rilascio è l’ultimo atto prima di procedere alla notifica del preavviso di rilascio e successivamente con gli accessi da parte dell’Ufficiale Giudiziario.

La notifica di tale atto è pertanto un passaggio fondamentale senza il quale non è possibile liberare l’immobile dall’inquilino

Contenuto dell’atto di precetto

L’atto di precetto non è altro che un’intimazione al rilascio dell’immobile fatta dal proprietario all’inquilino a seguito dell’emissione dell’ordinanza di sfratto.

Normalmente tale atto viene notificato congiuntamente con l’ordinanza di convalida dello sfratto per morosità.

Dal punto di vista formale tale atto non si discosta da un normale sollecito di pagamento effettuato nel corso di una procedura di recupero crediti stragiudiziale.

La notifica dell’atto non comporta il pagamento di marche da bollo, l’unico costo che la parte deve sostenere è quello dei costi di notifica.

L’atto di precetto è un atto confezionato interamente dalla parte che non necessita di intervento del Giudice.

Con l’atto di precetto si intima all’inquilino di rilasciare l’immobile entro 10 giorni dalla notifica dell’atto di precetto, allo scadere del decimo giorno sarà possibile notificare il preavviso di rilascio.

Funzione dell’atto di Precetto

L’atto di precetto per rilascio ha la sola funzione di intimare all’inquilino il rilascio dell’immobile entro giorni, nessuna funzione svolge invece in relazione al recupero crediti relativo alle mensilità non pagate.

Se il proprietario dell’immobile intende procedere anche al recupero dei canoni di locazione non pagati dovrà notificare un differente anche un precetto.

A seguito della notifica di quest’ulteriore atto di precetto prenderà avvio una differente procedura esecutiva.

Critiche

Molti operatori del settore criticano duramente l’obbligo imposto alla parte di notificare l’atto di precetto prima di procedere alla liberazione coatta dell’immobile.

A bene vedere il precetto per rilascio si risolve in una sostanziale duplicazione del preavviso di rilascio.

Con entrambi gli atti infatti si intima allo sfrattato di rilasciare l’immobile entro una certa data pena l’esecuzione coatta dello sfratto.

 

Pagamento dell'affitto e Covid-19

Pagamento dell’affitto e Covid-19

Per quanto riguarda il pagamento dei canoni di locazione nel corso dell’emergenza Covid-19, lo Stato non ha stabilito alcuna misura in merito.

L’unico provvedimento adottato riguarda la sospensione dell’esecuzione degli sfratti già convalidati.

Anche se è possibile ricorrere a diverse soluzioni che riescano ad accordare le due parti: il locatore, che è il proprietario dell’abitazione ed il conduttore, ovvero colui che dovrà pagare il canone di locazione.

Pagamento dei canoni di affitto: cosa fare

La legge non prevede alcun cambiamento per quanto riguarda il pagamento dei canoni di affitto durante il Covid-19.

Questo significa che il Governo non ha stabilito alcuna sospensione per i pagamenti che il conduttore dovrà corrispondere al locatario.

Tuttavia, data l’emergenza provocata dal Coronavirus, l’ideale sarebbe che le due parti trovassero un accordo.

È molto difficile però che il conduttore accetti di eliminare totalmente le somme di denaro che dovrebbe ricevere, anche perché egli stesso potrebbe trovarsi in difficoltà, data la crisi economica in atto.

Per questo motivo, si possono adottare altre soluzioni.

Le soluzioni possibili

Il locatario ha diritto a chiedere al conduttore di poter prorogare la scadenza del pagamento del canone di locazione e pagarlo nel periodo successivo all’emergenza Coronavirus.

In questo caso sarà però il proprietario di casa a dover mettere per iscritto tale cambiamento, se lo accetterà. Si deve sottolineare anche che, dato il periodo di crisi straordinaria, l’affittuario non potrà richiedere alcuna mora per il pagamento posticipato.

Altro possibile accordo può riguardare un’eventuale riduzione delle somme da pagare, ma anche questo dovrà essere precedentemente stabilito tra i due soggetti in questione.

Il conduttore dovrà mettere per iscritto anche questo, anche perché in tal modo si possono evitare controversie o problemi amministrativi e burocratici.

L’ideale sarebbe anche contattare un professionista, che saprà senza dubbio indicare qual è il percorso migliore da seguire in questi casi.

sfratti e Covid-19

Sospensione degli sfratti e Covid-19

Tra le diverse misure adottate da parte del Governo per cercare di fronteggiare la situazione di emergenza create dal Coronavirus, una riguarda la sospensione degli sfratti per morosità

Le procedure di sfratto per morosità infatti non potranno essere eseguiti in tutto il territorio italiano, fino al 30 Giugno 2020.

L’esecuzione degli sfratti già convalidati rimarrà sospesa fino al  primo settembre 2020.

Possono beneficiare di tale sospensione solo i soggetti nei cui confronti lo sfratto è già stato convalidato.

La sospensione degli sfratti: chi riguarda

La sospensione degli sfratti per morosità riguarda solo coloro che hanno già ricevuto la convalida dello sfratto.

Questo significa che dopo il 30 Giugno 2020, i proprietari delle abitazioni potranno avviare le procedure di sfratto per quegli inquilini che sono stati insolventi, e potranno anche richiedere un’ingiunzione per il recupero dei canoni non pagati.

Tutto ciò è stato stabilito durante il periodo di Marzo 2020, dopo le ripetute richieste da parte di alcuni sindacati, che avevano già posto domanda al Governo a Febbraio 2020.

La disposizione è contenuta nell’articolo 103 comma 6 del decreto legge del 17 marzo 2020, n. 18, (c.d. “Decreto Cura Italia”).

Quest’ultimo presenta una serie di norme volte a favorire la limitazione della crisi economica in Italia.

Gli altri casi

Per tutti gli altri inquilini, cioè per coloro che non rientrano nella situazione di morosità già pendente, lo Stato non ha consentito la sospensione dei pagamenti dei canoni.

Tuttavia coloro che si trovano in difficoltà hanno la possibilità di recedere in modo anticipato dal contratto per “giusta causa”.

Dovranno però obbligatoriamente rispettare il periodo di preavviso stabilito dal contratto.

Negli altri casi, il proprietario dell’abitazione potrà ricorrere allo sfratto.

Per ulteriori chiarimenti si consiglia di contattare un professionista, in modo che quest’ultimo possa consigliare quale procedura legale sia la migliore da seguire, per poter risolvere la situazione il più in fretta possibile.